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Aporema edizioni

Finisco per caso su un forum online e leggo un tizio che risponde male e in modo poco politically correct a dei presunti autori. È il rappresentante di una piccola casa editrice: Aporema edizioni.

“Voglio conoscerlo” è la prima cosa che penso.

Lo contatto, mi risponde subito. Posso inviargli i primi due capitoli di un mio inedito e una sinossi. Provvedo immediatamente. Sono le ore 23.28 del 29/10.

Alle 8.45 del 30/10 ricevo un’email in cui Aporema Edizioni mi chiede l’orario migliore per potermi telefonare.

Ore 10.13, Aporema Edizioni mi telefona.

L’uomo dall’altro capo del telefono mi tiene lì per 34 minuti e 10 secondi. Mi legge frase per frase i due capitoli del mio libro. Mi spiega cosa c’è di buono e soprattutto cosa c’è che non va. Mi dà dei suggerimenti su come migliorare l’incipit, su come fornire i dettagli necessari, su come arricchire la storia. Ci scambiamo opinioni. Mi fa delle critiche, io mi giustifico. Riconosce dove, forse, aveva frainteso lui. Dalle sue frasi si capisce che si pone sempre dalla parte del lettore, un essere immondo che deve essere attratto verso il libro e che sicuramente fraintenderà tutto ciò che è possibile fraintendere. Un essere che non capisce una mazza di narrativa.

Si intuisce chiaramente che Aporema Edizioni sa perfettamente come si scrive/produce/vende quel libro verso cui il lettore sarà attratto.

Mi dice che c’è del potenziale, c’è qualcosa di buono. Non mi pubblicherà perché non sono ancora perfetto come vuole lui. “Ma se cerchi un editore gratuito, lo trovi senza problemi”. Non sarà lui, per ora. Lui vuole di più.

Io non gli ho chiesto niente, non l’ho pagato per quei 34 minuti e mi aspettavo solo un “SI” oppure “NO”. Invece mi spiega tutto, risponde anche ad alcune domande. Questo è uno che ci tiene al suo lavoro e che lo fa con passione.

E di fronte a critiche ben argomentate, esposte con logica e competenza, io posso solo prendere appunti e poi… cosa posso dire?

GRAZIE!

 

Link alla casa editrice