Pensieri, Post

Il campione

Ci sono momenti in cui devi fare delle scelte, in gioco entrano tanti fattori e variabili che non avevi nemmeno considerato all’inizio. Sembra davvero tutto un gioco. Poi devi scegliere e la scelta non riguarda solo il “dove andare”, riguarda anche, e a volte soprattutto, il “cosa diventare”.

Hai le tue sicurezze piene di difetti. Ti prospettano un mondo dorato, ma pieno di pericoli e di incertezze. Puoi scegliere.
“Vai dove vuoi”, ti dicono.

Non dormi per qualche notte. Pensi a quello che lasci, pensi a quello che troverai. Dove ti trovi adesso sei un eroe, il veterano, il capitano e il riferimento. Dove andrai sarai circondato da campioni e sarai, forse, uno dei tanti. Oppure potresti anche essere niente. Ci vuole fame per stare in mezzo ai campioni.

Fai la tua scelta.

Puoi essere Baggio, puoi essere Shevchenko: lasci la tua squadretta in cui sei l’eroe, la tua città in cui i tifosi ti adorano e ti lanci nell’avventura ai massimi livelli. Strutture di lusso, organizzazione perfetta, società forte e orientata ai risultati. Vinci coppe e campionati, arrivi anche a pochi centimetri dal vincere un mondiale da protagonista. Sei un campione, il mondo è ai tuoi piedi. Cambi altre squadre, perché i campioni cercano sempre il meglio. Sai che non appena mollerai, però, ti faranno fuori: i campioni sono cavalli da corsa e quando non reggono il ritmo, finiscono al macello.

Oppure puoi essere Di Natale: resti nella tua squadra di mezza classifica. Ti alleni in un campetto fangoso, a volte manca il magazziniere, a volte non c’è nemmeno l’acqua calda. Sei l’eroe, capocannoniere, capitano. Parli poco, segni tanto. Gol utili per conquistare un sesto o settimo posto. Se l’annata va bene, puoi arrivare persino quarto. Senza pressioni. Resti sempre lì anche se ti dicono che da un’altra parte ci sono i campionati e le coppe che ti aspettano. Quando rifiuti di andartene, ti possono persino aumentare lo stipendio e non ci fai nemmeno caso che stai guadagnando quanto i campioni veri.
Quando cali, tutti te lo perdonano. Arrivi anche in nazionale. Fai la riserva, ovviamente. Giochi vicino ai campioni e li osservi. Forse, ogni tanto, ti chiedi se avresti potuto essere come loro, perché in tanti ti dicono che sei più forte. Ti stringi nelle spalle, lasci correre. Hai fatto la scelta.