Informativa privacy

Ah, dimenticavo. C’è quella stronzata sulla privacy, GDPR, i cookie e gente che non è capace di tagliarsi le mani prima di pubblicare i cazzi suoi su internet.

Quindi devo scrivere queste righe:

Questo sito utilizza cookie per il suo funzionamento. Ebbene sì, anche il mio sitarello lo fa.
Ci sono i cookie di Google Adsense, di Google Analytics e mi servono per le statistiche e per la pubblicità. Se non ti sta bene, credo che ci sia una “X” da qualche parte in alto a destra sul tuo schermo.
Ovviamente i dati acquisiti sono anonimi e nessuno saprà che hai visitato i siti porno oppure che stai tramando un attacco terroristico o magari entrambi (solitamente i fanatici religiosi sono fanatici proprio perché conoscono benissimo ciò a cui vogliono far rinunciare gli altri).

Secondo il garante, l’unione europea e “tutta sta gente qua”, questi “diabolici” file mettono a rischio la tua privacy e poco importa se in alcun modo è possibile risalire ai tuoi dati personali.
È probabile che il legislatore creda veramente che i cookie siano biscotti reali che vengono recapitati da qualche malintenzionato sulla vostra porta di casa.
Il perché di tutta questa storia non è chiaro, e poco chiaro è anche il come comportarsi e come classificare senza dubbi questi “dannosissimi” e “pericolosissimi” file. Insomma, qui ci sono i cookie, hic sunt leones. Bo?

Sarebbe stato sufficiente rendere ogni utente responsabile di quel che combina e di cosa visita in giro per il web. I browser forniscono tutti qualche funzione o add-on per bloccare i cookie e gestire al meglio le proprie preferenze in fatto di privacy.
Ma questo non si poteva chiedere ad un popolo di, e rappresentato da, analfabeti informatici.
Il fatto che la direttiva sia europea, non fa altro che allargare il cerchio.
Se non sai cosa sono i cookie, è inutile che te lo spieghi io. Fidati.

Per ora ti posso solo dire di stare sereno e finirà, come merita, in una bolla di sapone. La legge è stata fatta, attendiamo fiduciosi il relativo inganno.