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Faunae 2016 – Chianti Classico

Questa sera, dovendo per forza di cose finire la carne comprata per la pargola che come suo solito cambia i programmi alimentari all’ultimo momento, mi sono sentito in dovere di stappare una bottiglia di Faunae 2016, Chianti Classico DOCG Frescobaldi.

La cantina mi è ben nota per alcuni ottimi vini.
Tra i quali il Nipozzano e il Brunello Castelgiocondo. Roba di alta classe.

L’abbinamento con il Faunae è stato casualmente indovinato, pollo unto affogato nell’olio del giorno prima, non per la natura della carne, quanto per il condimento che ho usato per cucinarla.
Mo’ ti spiego.

Il Faunae 2016 Chianti Classico si presenta di un bellissimo colore di quelli che ti fanno dire “ah però, che bello” e quindi già qui si presenta alla grande.
Lo annusi, o almeno così facciamo noi che fingiamo di capirne qualcosa, e diciamo “beh, dai, buono”.
Se vogliamo fare i fighi possiamo dire che pecca un po’ di finezza olfattiva, risulta un po’ aggressivo, pungente. Come infilarsi un rametto di rosmarino nel naso.

Poi lo assaggi. Intenso, un bel corpo che ti avvolge la lingua e il palato, ma allo stesso tempo le avvolge talmente tanto che pensi che ti abbia rapito degli organi interni. Cerchi i tuoi reni e li trovi al loro posto, tutto bene, quindi. Il problema è solo nella lingua che pare essere stata passata con la carta vetrata.

Ma qui stiamo bevendo un Chianti Classico, quindi roba di Sangiovese e come tale orientata alle durezze del vino. Il tannino è ben spiccato e l’acidità lo segue a ruota.

Retrogusto amarognolo, probabilmente dovuto al fatto che ti ha atrofizzato la lingua pochi secondi prima e i sensi sono ormai andati a farsi benedire.

Un bel vino, soprattutto perché costa 8/10€ e lo trovate al supermercato. È un Chianti Classico, quindi non fate tanto gli snob con l’acidità e il tannino. Qui ci si va giù duri.

Questo è un vino che solo dalla foto si capisce a cosa serve: qui c’è da mandare giù l’intera fauna dell’appenino toscano condita con l’olio delle stesse colline. E conoscendo bene i toscani di quelle parti, ti posso assicurare che con l’olio ci vanno giù pesanti.

Serve del tannino e dell’acidità per pulire la bocca dopo aver mangiato roba unta e sanguinolenta. Un vino del genere ti ripulisce la bocca e anche la fedina penale, nel caso tu abbia mangiato il tuo vicino rompicoglioni. Il vino perfetto per il carnivoro senza scrupoli. Probabilmente il vino preferito da Hannibal Lecter che, non a caso, in un suo film nominava un “buon Chianti”.
Probabilmente si riferiva al Faunae Frescobaldi.

Da scheda ONAV, voto 83/100.
Per quel che costa, non si poteva chiedere di più.

Per altri articoli sul vino, c’è anche un altro sito, ben più fornito e dedicato ai piaceri dell’alcol. www.vinoperamici.it

Un coniglio, un cinghiale e un cervo. Questi sono messaggi subliminali.

Nipozzano e Brunello Frescobaldi



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