Post, Scrittura

Casa editrice Kimerik

La casa editrice Kimerik mi propone un contratto editoriale.

Saltello in giro per la casa, stanno cercando proprio me, vogliono il mio libro e vogliono con tutte le loro forze rendermi ricco e famoso.

Non è importante che io nemmeno ricordi cosa ho mandato in valutazione e nemmeno se io davvero ho mandato qualcosa per farmi valutare da loro. Forse hanno trovato il mio “La scatola del tempo” in qualche concorso o in un bidone della spazzatura, oppure nella biblioteca di un qualche riccone morto che ha lasciato tutto in eredità ai nipoti i quali, da buoni discendenti di un riccone, sono degli analfabeti e hanno deciso di vendere tutti i libri ereditati.

Sarà meglio pensare a dove mettere la piscina perché ho paura che l’amministratore di condominio non sarà felice che io la metta sul balcone. Già rompe le palle per un vasetto che ogni tanto perde due gocce, figuriamoci per tremila litri di acqua e per una decina di modelle in bikini che si tuffano dal trampolino.

Ah, non devo dimenticare di chiedere il permesso per allargare il parcheggio. La mia nuova Bugatti andrà proprio di fianco alla mia vecchia e cara C3.

Leggo il contratto e forse non potrò permettermi nemmeno la Bugatti della Bburago:

9) TIRATURA RISERVATA ALL’AUTORE
a) L’autore si impegna all’acquisto di un numero minimo di copie indicato di seguito e non avrà più nessun altro obbligo di acquisto copie:
35 copie Editing – Promozione – Consegna € 810,00 IVA INCLUSA

Mi gratto il naso, le orecchie, gli occhi. Mi bruciano perché stavo cucinando con il peperoncino. Me li sciacquo e leggo di nuovo.

Kimerik, vendi un libro a 16€ e me lo fai pagare 23€?

Cos’è un tomo universitario? Lo stampate in carta di papiro egiziano vergata a mano dagli scriba del faraone e impregnata del sangue di un coccodrillo sacro del Nilo?

E ditemi, gli imprenditori siete voi o sono io?

Cioè, in poche parole, io vi paro il culo con i costi di stampa. A voi questa operazione costa zero e rende 810€, così, solo per avermi adulato con una bella email.

Signori della Casa editrice Kimerik, esiste ancora qualcuno che ci casca in questa storia dell’editoria a pagamento?

È lecito che ci proviate in un’economia di libero mercato, ma è altrettanto lecito che voi veniate sputtanati come meritate, cancro dell’editoria che non siete altro.

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