Pensieri, Post, Viaggi

La conoscenza dall’altra parte del mondo

A chi non è mai capitato, discutendo con un cinese, di dover ammettere la propria ignoranza sfoderando un lapidario 不知道 (bu zhidao)?
Esiste qualcuno che non si sia mai vantato della propria sapienza con un bel 我知道(wozhidao)?
A me capita tutti giorni.

知道 (zhidao) è la parola che identifica il sapere, l’essere a conoscenza.

Come la maggior parte delle parole cinesi (e per “cinesi” intendo dal mandarino al dialetto del più remoto villaggio dello Yunnan) si compone di due caratteri ovvero due disegnini.
Perchè due? Il discorso è complicato ma, in breve, ai cinesi piacciono le cose pari, purchè non siano quattro (la pronuncia di 四 “quattro ” è assonante con quella di 死 “morte”).
I disegnini in questione si chiamano logogrammi, nome che, così a orecchio, senza aver mai aperto un vocabolario di greco,  mi ricorda la logica.
E infatti di logica in questi disegnini ce n’e’ proprio tanta.

Dunque, “sapere”, “conoscere”  si dice 知道 “zhidao”.

La prima parte 知(zhi) si può scomporre a sua volta in due logogrammi più semplici: il radicale 失(shi) la freccia e 口(kou) la bocca. E qui non dobbiamo pensare all’immagine di un Guglielmo Tell con gli occhi a mandorla che con una freccia centra in pieno la mela nella bocca del figlio (quella è roba da “mai dire banzai”, e comunque sarebbero giapponesi), bensì l’immagine della “parola che colpisce nel segno”.
E chi meglio di un saggio è capace di colpire nel segno con la sua parola?
知(zhi) infatti è il sapere, la saggezza.

“Dao” 道 è uno dei caratteri più ricchi di significato che si possono incontrare in un (han yu ci dian – vocabolario di cinese), ha il suo radicale 辶(chuo) che rappresenta il movimento, un piede che avanza. La seconda parte è 首(shou), la testa di un uomo intesa anche come “comando”, “leadership”.
Fusi nel 道 “dao” raffigurano la testa di un uomo, la sua capacità di controllo e, anche, autocontrollo nell’atto di avanzare (a piedi).
道 “dao” è la via, anzi La Via, in senso concreto (街道的名称 – jiedao de mingcheng – il nome della strada) ma anche, e soprattutto, La Via in senso metaforico.

Dunque un semplice “lo so” o “non lo so” implicano l’accostamento della saggezza 知(zhi) alla Via della Conoscenza 道 . E solo chi è saggio  sulla Via della conoscenza può affermare di sapere.

La figura del percorso verso la saggezza da seguire con la precisione di una freccia dà la dimensione della forza del concetto del “sapere“.
Sarà probabilmente anche per questo che i cinesi più conservatori evitano il più possibile di dire 不知道 (bu zhidao – “non lo so”) e semplicemente preferiscono dare informazioni vaghe o completamente errate.
Il famoso o famigerato rigore orientale impone, infatti, di evitare a tutti costi di “perdere la faccia” ammettendo la propria ignoranza.

Comunque, questo tanto millantato rigore crolla rovinosamente dopo qualche bicchiere di vino oppure quando si scopre che “cicala” si dice 知了 (zhiliao).



Geniocrazia, il nuovo romanzo edito da Fucine Editoriali

Clicca qui per saperne di più!






Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *