Cazzate, Vino

L’abbinamento del vino con il topo

Facendo seguito alle dichiarazioni di un tizio che in qualche modo è finito a governare una regione italiana, è il momento di chiarire questa storia dei cinesi che mangiano i topi.

Premesso che “il cinese mangia tutto quello che ha le zampe tranne il tavolo e la sedia” (come spiegato nel libro “Bianco fuori giallo dentro”) e che l’italiano non è da meno, basti pensare al lampredotto (qualcuno sa COSA è il lampredotto?), alla “testa in cassetta”, al “pani ca meusa” o alla venetissima “sopa coada” fatta col piccione (che da un punto di vista igienico è un topo con le ali), premesso tutto questo, è il momento di parlare della carne di topo.

Il topo è una carne bianca, tendenzialmente abbastanza grassa. Bisognerebbe valutare la provenienza dell’animale per giudicare meglio la consistenza delle carni e cosa ci ritroveremo nel piatto. Comunque diamo per buono che generalmente la carne di topo sia di questo tipo.

Potremmo accostarla al pollo o al gatto. Solo con un po’ più di grasso.

L’abbinamento potrebbe essere un bianco secco, strutturato, un vino con una macerazione sulle bucce piuttosto prolungata per dare la giusta dose di tannino utile a contrastare il grasso della carne.

Uno Chardonnay con affinamento in legno potrebbe essere la scelta giusta.

Questo nel caso di un arrosto di topo. Il grasso resterebbe nel contenitore e verrebbe usato per mantenere umida e succulenta la carne, per cui abbiamo bisogno di un vino che ci aiuti a sgrassare il palato. Ci si potrebbe mettere anche un rosso giovane, magari un Marzemino o per gli amanti della bollicina, un Lambrusco.

Se invece il topo lo vogliamo mangiare grigliato, allora la scelta del vino dovrebbe andare decisamente verso un bianco secco con una maggiore acidità. Un bianco più giovane, fresco, ma non troppo delicato.

Un Verdicchio potrebbe essere l’abbinamento adatto a questo caso.

E il prosecco?

Per far felice il personaggio di cui sopra, il suo beneamato prosecco, vino che lui stesso ha contribuito a incasinare ancora di più, potrebbe andare bene con degli straccetti di topo fritto. Un buon aperitivo a base di topo e prosecco e facciamo contenti tutti.

Sempre rivolgendomi al personaggio di cui sopra, vorrei ricordare che nessuno ci crede che uno così sia stato in grado di “scrivere” una lettera di scuse. A malapena questo qui sa parlare, figuriamoci se sa scrivere…

Rispondi