Lupi editore, Yindi, EaLab. Che roba è?

Facendo seguito a questo post che parla di Lupi Editore e del gruppo Yindi, sono stato contattato direttamente da Jacopo Lupi che mi ha chiesto di fare chiarezza sul loro modo di operare.

Siccome gli editori a pagamento mi fanno schifo, sono ben lieto se qualcuno come Lupi Editore vuole tirarsi fuori dall’ infame lista di queste pseudo case editrici.


Ti scrivo per fare delle precisazioni che spero mi concederai fornendo una smentita o perlomeno un chiarire vari punti, anche perché credo che tu con questo articolo abbia voluto fare informazione e aiutare le persone (in questo caso è giusto dire le cose come effettivamente stanno, non come si interpretano)…
se invece il tuo obiettivo era diffamare allora la cosa cambia e siccome articoli del genere sul web creano confusione e cattiva pubblicità gratuita allora bisogna intervenire per la chiarezza (ma se il tuo caso era questo ne parleremo nelle sedi opportune, tranquillo non sto minacciando nessuno ma difendendo i miei interessi)

Detto ciò ti faccio delle precisazioni sul tuo articolo

C’è il gruppo Yndy, che è un gruppo editoriale (tipo Mondadori per intenderci, ma non siamo mondadori purtroppo) ha al suo interno diverse case editrici tra cui

Lupieditore che è una casa editrice free (non impegnata ma pubblicando sei libri l’anno su molte richieste capirai che è piu selettiva)

Ealab un laboratorio dove offriamo dei servizi aggiuntivi

Quando arriva un manoscritto arriva a Yndy, gruppo editoriale, che smista a Lupieditore ed Ealab separatamente (hanno personale diverso e sono due entità diverse se non si era capito nel tuo articolo.)

Lupieditore evidentemente non ha accettato o momentaneamente troppo carica per valutare ancora

Ealab ha accettato e ti ha fatto la proposta (anche se penserai il contrario anche ealab fa selezione)

Caro Luca faccio formazione agli autori da 10 anni e dissuado gli autori dall’affidarsi da editori a pagamento

Per questo ho voluto creare due realtà a misura di autore

Lupieditore casa editrice free

Ealab un laboratorio dove offriamo dei servizi aggiuntivi (e capirai che i servizi purtroppo si pagano)

Cosa fa Ealab con i soldini che versi?

1) Apparte che in base al pacchetto hai già numero totale di copie, una sorta di acquisto copie che ti fanno recuperare il maltolto e guadagnarci (ma questo non lo hai specificato nel tuo articolo)

2) Formazione agli autori su scrittura e marketing editoriale, per aiutarli a scrivere meglio e vendere meglio (e capirai che questo servizio ha un costo)

3) hai parlato di vendite eccezionali….ti confermo che è così, perché parte del malloppo maltolto all’incauto autore lo usiamo in sponsorizzazioni sui social e promo su Amazon e Ibs (capirai che anche questo ha un costo)

e altro che non ti sto qui a elencare…

Faccio queste precisazioni non per difendermi o altro ma semplicemente perché come te mi batto per l’editoria libera, free e sana e mi dispiace se qualcuno banalizza ed etichetta un progetto come Ealab come casa editrice a pagamento e la si mette in mezzo a banditi veri. Per questo motivo stiamo cambiando un po’ di cose e anche la comunicazione perché magari è colpa nostra che si fa confusione.

Detto ciò se mi offrirai la possibilità di smentita per far chiarezza, anche con un intervista sul tuo blog come preferisci, capirò che hai scritto questo articolo per conoscenza e informazione poiché non hai capito o noi non siamo riusciti a comunicarti come lavoriamo.

Resto in attesa per qualche giorno

Grazie mille e buona scrittura


Quindi Ea Lab, Lupi Editore, Yindi e tutta la compagnia ci tengono a farci sapere di non essere un editore a pagamento. Non chiedono soldi per pubblicare i libri, non chiedono soldi per la mera stampa e una pseudo distribuzione.

Ea Lab vende servizi editoriali tra cui formazione e promozione del libro. Sembra un discorso un po’ più complesso di chi si prende i soldi e manda in stampa.

L’ufficio marketing è un po’ da rivedere perché dalla comunicazione che ho ricevuto, le cose sembravano molto differenti.

Quindi, secondo quel che dice il Gruppo Yindi, se Lupi Editore non vi prende, la seconda possibilità è quella di mettersi a studiare con Ea Lab.

E visto che un editore vi ha rifiutato, mettersi a studiare mi sembra doveroso.
Come siano questi maestri di scrittura di Ea Lab io non lo so. Di corsi di scrittura ce ne sono un’infinità, a voi scegliere se e a quali partecipare.

Anche per scrivere bisogna studiare, non si fanno le cose a caso e il vostro romanzo potrebbe essere per davvero una schifezza.
E se vostra madre vi ha detto che è bellissimo, sappiate che probabilmente si sbaglia.


Qui sotto i miei consigli di studio, per autodidatti

4 commenti su “Lupi editore, Yindi, EaLab. Che roba è?”

  1. Ho avuto un’esperienza piuttosto interessante non molto tempo fa con LupiEditore (senza pagare, ovviamente) e francamente mi meraviglio della loro supponenza. I volumi che pubblicano sono libretti pubblicitari travestiti da libri, mentre i loro servizi editoriali sono peggio che scadenti. Nessun controllo sulle bozze, nessun vero sostegno all’autore. Svolgono tutto con la massima segretezza, e le loro risposte sono in perenne ritardo e oscenamente minimali (tranne quando ti devono spammare le loro guide e i loro corsi). Persino le recensioni sono per lo più pilotate, e si riconoscono dalla brevità e genericità. Non mi esprimo sui loro servizi “artistici”, poiché sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Non sanno cosa sia il marketing, ma pretendono di insegnarlo. Non sanno cosa sia l’arte, ma la vogliono inculcare nei poveri balordi che cercano consiglio.
    Così almeno sono parsi a me, che comunque ho pubblicato in passato con altri editori molto meno disorganizzati, seppur comunque piccoli. Sembra quasi che il loro fare da “editore” sia solo una poco simpatica facciata. Mi dispiace solo per gli autori, che in realtà spesso e volentieri sono anche piuttosto bravi, ma i loro testi mancano di un editing professionale (e indovinate quale dovrebbe essere il lavoro di un editor).

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    • Interessante.
      Non ho mai collaborato con loro e non ho mai letto le loro pubblicazioni. Darò un’occhiata almeno alle anteprime, tanto per farmi un’idea.
      Grazie.

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      • Basta guardare le recensioni negative o più articolate per capire che qualcosa non va. La colpa all’autore si può dare fino a un certo punto, perché la pulizia del testo dovrebbe essere la priorità dell’editore, e una delle sue funzioni principali. Per quanto riguarda appunto i testi, o hanno dei typ0 evidentissimi (come parole tutte attaccate) o parti completamente fuori luogo che non sembrano nemmeno far parte del libro (e questo lo si può vedere anche solo dalle anteprime). Editing in sé dei periodi è osceno, a volte saltano dei righi, altre volte c’è una parola sola con una dimensione diversa dalle altre, palesemente non voluta.
        Per lo più sono piccolezze, errori facilmente evitabili rileggendo il testo almeno una volta. Ma questo dimostra la professionalità dell’editore.
        Spero che quegli errori siano stati fatti in buona fede, ma io ci vedo più un sacco di pigrizia, visto che i testi a oggi non sono ancora stati corretti.

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