Cazzate, Pensieri

Ordinanza contro i botti di Capodanno

Anche dalle mie parti va di moda emettere ordinanze finte per zittire una parte dell’elettorato. Come ogni anno ci sono i proprietari di cani che si sono svegliati adesso dopo millenni di sonno per dire che i botti di capodanno spaventano i loro animali.

Lo sapevamo già. Poco meno di 30 anni fa il mio cane a capodanno si fiondava in un buco della siepe e rimaneva lì per due giorni. Era un cane un po’ scemo, però sapevamo che in quel caso lo faceva perché aveva paura dei colpi. Ogni tanto andavamo a dargli una pacca sulla schiena e gli dicevamo che sarebbe finito tutto in poche ore.

Ha vissuto 15 anni in salute e se era scemo, lo era prima di conoscere il capodanno.

Comunque, ben venga la scusa dei cani, se riusciamo a risparmiare anche un po’ di intasamento in ospedale perché qualche imbecille si è fatto saltare in aria le dita.

Siccome per una strana regola della democrazia è più conveniente fare quel che fa piacere agli elettori rispetto a ciò che sarebbe sensato, le nostre amministrazioni sempre più “animaliste” emettono ordinanze contro l’uso dei botti ma continuano a permetterne la vendita.
Facciamo un favore agli animalisti e facciamo anche un favore a chi vuole sparare.
È una cosa idiota un po’ come scrivere sulle sigarette “il fumo uccide” e poi continuare a lasciarle in commercio.

Ah… funziona già così?

La sera del 31 dicembre, con al seguito tre nani dagli 8 ai 10 anni mi dirigo verso la piazza principale, sede di un concerto, animazione per bambini e non so quali altre cose perché non riuscirò ad arrivarci.

A cento metri dalla destinazione mi ferma una guardia giurata che molto gentilmente mi dice che non posso entrare in piazza con il sacchetto di fuochi.
Faccio notare che non ci sono esplosivi ma sono solo stelline e fontanelle per i bambini.

La guardia è dispiaciuta.
“C’è l’ordinanza… non si possono fare”
Un bomba esplode a una decina di metri da noi, tendo le orecchie verso l’uomo.
“Mi scusi, come ha detto?”
Lui alza la voce per sovrastare una mitraglietta impazzita,
“C’è l’ordinanza, non si possono fare i botti!”
Annuisco serio. Un razzo passa sulle nostre teste ed esplode qualche centimetro dal tetto di una casa.
“Già, l’ordinanza. Vedo.”
La guardia si sforza in un sorriso imbarazzato.
“Beh… sì… fanno le multe.”

Giro l’angolo e mi piazzo appena fuori dal campo visivo della guardia, proprio tra un’auto dei Carabinieri e il furgone dei Vigili del Fuoco.

Un ragazzo ci passa davanti di corsa mentre due suoi coetanei lo inseguono tirandogli petardi che scoppiano ai suoi piedi.
La bambina di 10 anni che è qui con me guarda mia figlia di 8, si scambiano un’espressione dubbiosa, parlottano. La più grande infila la testa nel sacchetto dei fuochi che tengo in mano.
“Scusa ma non ci hanno fatto entrare perché avevamo le stelline e le fontanelle?”

Ecco. Ci sono arrivate una bimba di 10 e una di 8 anni.

Dall’altro lato della strada qualcuno accende una fontana sul suo terrazzo e investe di fuoco il terrazzo del vicino del piano di sopra. Lapilli ancora accesi arrivano a terra direttamente addosso alla gente sul marciapiede.

Accendiamo qualche stellina tenendo sempre un occhio alla pattuglia della Polizia Municipale.

La mezzanotte si avvicina e partono razzi ad altezza uomo da una parte all’altra della strada, io mi sto preoccupando che le pericolosissime fontanelle di cui sono impossesso non esplodano incendiando i tre bambini che le stanno usando.
Se sono state bandite dalla piazza, un motivo ci sarà. Voglio essere fiducioso.

Il conto alla rovescia coinvolge anche poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco. Allo “zero”, dalla spiaggia partono razzi, fuochi, colpi, nuvole di fumo in uno spettacolo pirotecnico gentilmente offerto dall’amministrazione comunale.

Resto con la mia stellina in mano a fare scintille in un raggio di 10 centimetri. Le bambine mi stanno dicendo qualcosa. Non le sento per il frastuono del colpi. Mi chiedo se ai cani l’ordinanza anti botti abbia fatto piacere.

Avvicino l’orecchio alle pargolette desiderose di dirmi qualcosa in tono piuttosto piccato.
“Non ci hanno fatto entrare con le stelline perché i botti sono vietati… ma però questo casino si può fare?”

È una bella domanda, vorrei chiedere la risposta ai cani che sembravano essere il motivo per cui è stata emessa l’ordinanza. Forse è solo una questione di sicurezza della piazza… ma transennarla tutta lasciando solo due buchi di uscita non sembra essere proprio un piano di evacuazione geniale.

Allargo le braccia, spengo la stellina con un soffio e faccio l’espressione seria da adulto.
Potrei rispondere “per evitare che facciano danni sul lavoro gli idioti li rinchiudiamo dentro al Municipio” ma non sono in vena polemica, quindi ripiego su un serissimo: “Ve l’avevo detto che i fuochi sono pericolosi. Bisogna stare attenti anche con le stelline”.

Rispondi