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Recensione “La scatola del tempo”

Controllo il posizionamento sui motori di ricerca del mio sito e mi imbatto in questa recensione del mio libro “La scatola del tempo“.

Il testo completo si trova a QUESTO LINK

Il libro, invece, si può ordinare su amazon in cartaceo o per Kindle.

M. è un tipo impossibile. Un deus ex machina come è pieno il mondo dell’imprenditoria: uno che quando fa i conti 2+2 deve fare cinque + iva; quelli talmente assorbiti dal lavoro, dalla ricchezza e dal potere da non vedere più la realtà del quotidiano. Uno di quelli che si accorge improvvisamente che la sua vita è un manicomio, la moglie sta solo sui social e dal parrucchiere e la figlia è così cresciuta che la scambia per un ladro che si è infilato in casa sua di notte per rubare. Uno che non ce la fa più a guardare la pennellata sbagliata sul muro della sua camera da letto, perché quella pennellata ogni giorno gli ricorda che anche lui non è perfetto, che anche lui ha dei limiti.
M. è uno schizzato che prende tutti gli avversari (e pure gli “amici”) per le palle e detta legge. È quello che si è fatto da solo, nessuno è bravo come lui.
Come in tutte le storie della vita, però, accade sempre una piccola cosa, un’inezia che ti cambia la prospettiva di come vedi il mondo. Un tassista, un uomo insulso e apparentemente insignificante, gli stravolge gli obiettivi.
Perché non abbiamo mai abbastanza tempo per godere di noi stessi, di quello che ci piace? Perché dobbiamo sempre affannarci come pazzi perdendo di vista le gioie della vita? 
Perché (mi dico alle Maldive) ho solo una settimana per fare immersioni? Perché le giornate di sole sono solo di 12 ore, quando con 18 potrei abbronzarmi di più e far schiattare le amiche di invidia? Perché non ho comprato quella scatola magica, quella che ferma il tempo, o lo dilata (o lo sospende?) giusto per quello che voglio!
E noi cosa vogliamo? Più tempo o più amore? O tutte e due le cose? 
Si chiede M. come potrà funzionare la sua invenzione del secolo, si pone domande. Al contrario sua figlia, ormai più convinta di lui della riuscita della fighissima trovata, non se le fa: vedremo. Come diceva quel comico: comunque vada sarà un successo!
Il successo infatti arriva sul serio: è talmente piaciuta questa scatola che non solo va a ruba, ed è più richiesta del nuovo Iphone di nuova generazione, ma va a stimolare le “alte sfere” dello Stato, le Fiamme Gialle, l’antiterrorismo, le multinazionali… diventa quindi un romanzo di fanta-politica di Orwelliana memoria. 
La storia pone quindi una domanda: ne vale la pena avere la Scatola del Tempo? Si può veramente usare senza che l’egoismo, la prepotenza, il profitto prendano il sopravvento su quello che era l’intento iniziale e cioè “avere tempo per sé e i propri cari”?
Non so veramente cosa rispondere, ma io vorrei tanto che il signor M. potesse rimettere in piedi la sua attività, giusto per una scatolina per me. Una semplice scatolina analogica, senza bisogno di router, di WIFI, di connessioni a cui affidarsi per farla funzionare. 
La Scatola del Tempo di Luca Frediani è un messaggio per il lettore, di lasciarsi andare, di osare, di non fissarsi su beni materiali e sulle ricchezze, perché il vero benessere è il tempo, che lentamente o velocemente passa nelle nostre vite, lasciandoci perle di felicità da raccogliere.



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