Solitary – recensione onesta

Solitary che tradotto vuol dire “da solo” si riassume brevemente in poche frasi.

Dei carcerati vengono mandati a colonizzare lo spazio per salvare il genere umano (un po’ come gli inglesi hanno mandato i delinquenti a colonizzare l’America… e i risultati li abbiamo sotto gli occhi).
Un tizio che dal titolo dovrebbe essere da solo passa una giornata in compagnia di una tizia sballata, dentro una capsula nello spazio e senza un cesso. La tizia, all’insaputa del tizio, in meno di 5 secondi è riuscita a far fuori due guardie, uscire dalla capsula, andare nel corridoio della nave madre e farla esplodere, per poi rientrare nella capsula che in quel preciso momento si sgancia e finisce alla deriva nello spazio.
Per un’ora e venti il film è una sequela di telefonate al centro di controllo del tipo: “ci fate tornare giù?” “ehi, ci stiamo provando”.
Negli ultimi 10 minuti il tizio fa quello che poteva fare già nei primi 5 minuti. Solo che ha aspettato di finire l’ossigeno per farlo.

Ah, non si sa come va a finire.

Forse speravano in un seguito del film che spero non verrà mai realizzato.

Ecco. Voglio che tutti mi ringraziate per avervi risparmiato un’ora e mezza della vostra vita.

7 commenti su “Solitary – recensione onesta”

    • È quando perdiamo qualcosa che la apprezziamo di più. La prossima volta faremo tutti un miglior uso dell ora e mezza.

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  1. Condivido il commento degli altri…la prossima volta cerco prima con il rischio spoiler. Aggiungerei solo l’inutilità di un assistente Eva che non sa fare nulla da sola se non glielo dici.
    Grazie, questa recensione supera di gran lunga il film stesso.

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  2. Ho letto la recensione a metà film, ormai allibito dalla trama. Ma sono andato avanti lo stesso, perché anche il male va perseguito fino in fondo!
    P.S. film visto da un orizzonte degli eventi, poiché un’ora e mezza mi sono sembrati un secolo

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