Solitary – recensione onesta

Solitary che tradotto vuol dire “da solo” si riassume brevemente in poche frasi.

Dei carcerati vengono mandati a colonizzare lo spazio per salvare il genere umano (un po’ come gli inglesi hanno mandato i delinquenti a colonizzare l’America… e i risultati li abbiamo sotto gli occhi).
Un tizio che dal titolo dovrebbe essere da solo passa una giornata in compagnia di una tizia sballata, dentro una capsula nello spazio e senza un cesso. La tizia, all’insaputa del tizio, in meno di 5 secondi è riuscita a far fuori due guardie, uscire dalla capsula, andare nel corridoio della nave madre e farla esplodere, per poi rientrare nella capsula che in quel preciso momento si sgancia e finisce alla deriva nello spazio.
Per un’ora e venti il film è una sequela di telefonate al centro di controllo del tipo: “ci fate tornare giù?” “ehi, ci stiamo provando”.
Negli ultimi 10 minuti il tizio fa quello che poteva fare già nei primi 5 minuti. Solo che ha aspettato di finire l’ossigeno per farlo.

Ah, non si sa come va a finire.

Forse speravano in un seguito del film che spero non verrà mai realizzato.

Ecco. Voglio che tutti mi ringraziate per avervi risparmiato un’ora e mezza della vostra vita.

2 commenti su “Solitary – recensione onesta”

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