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Tutto perfetto… finché non arriva Roberto Carlos

Prepari e pianifichi tutto con cura e in ogni minimo dettaglio. Cerchi anche di prevedere il futuro, per quanto possibile, analizzando ogni eventualità.

Ogni situazione possibile è attentamente soppesata, anche se improbabile. Consideri ogni rischio e ogni beneficio che ne deriva.

Poi fai la tua scelta, convinto di aver preso la strada giusta, quella che ti dà maggiori sicurezze. Tutto sembra perfetto, non puoi fallire, hai programmato tutto.

Come un portiere di esperienza, con campionati e coppe vinte che sa come comportarsi su una banale punizione da 30 metri, hai sistemato la barriera, dato disposizioni ai compagni e ti sei piazzato nel punto migliore per avere la perfetta visuale. Forse potevi mettere un uomo sul palo, ma era meglio averlo in mezzo all’area o più avanti, pronto per un contropiede. Forse potevi dire alla barriera di fare un passo in più a sinistra…

Hai fatto la tua scelta. La migliore per te. Quella che ti dava più certezze.

Ma a volte sei Barthez e di fronte ti capita Roberto Carlos.

Puoi programmare tutto e mettere tutto a posto nel modo migliore. Puoi curare ogni dettaglio, progettare il futuro, considerare ogni eventualità.

A volte la vita è un Roberto Carlos che ti fa passare la palla nell’unico punto che non avevi considerato.

E allora non ti resta altro da fare che rimanere a osservare il pallone che entra, raccoglierlo e ripartire da centrocampo.

E se non ti arrendi, chissà che di lì a poco non diventi campione del mondo.



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